i cristiani palestinesi
Pubblicato da jamaljad su 11/01/2012
TERRA SANTA: PALESTINESI CRISTIANI TRA I PIÙ COLPITI DALLE CONFISCHE DI TERRA
(Ramallah) – Il capo dei negoziatori palestinesi, nonché membro del Comitato esecutivo dell’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, Saeb Erakat, ha incontrato, oggi a Ramallah, una delegazione di vescovi Usa e Ue dell’Holy Land coordination (Hlc), che in questi giorni a Gerusalemme tiene la sua tradizionale visita pastorale alle comunità cristiane di Terra Santa. Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora, nel quale il capo dei negoziatori ha fatto il punto sul “difficile cammino negoziale” israelo-palestinese, sono state fornite alcune cifre relative agli insediamenti israeliani nei Territori, in particolare quelli intorno a Gerusalemme Est, e tra questa e Betlemme. Nel distretto di Betlemme attualmente sono 22 gli insediamenti, inclusi i quattro (Gilo, Har Gilo, Giva’t Hamatos e Har Homa) che di fatto separano Betlemme da Gerusalemme con “effetti drammatici sulle storiche relazioni” tra le due città. In progetto anche un ulteriore insediamento, Giv’at Yael, necessario per unire Gilo con Har Gilo, da realizzarsi sulla terra presa dal villaggio cristiano di Beit Jala e di Wallajeh. Insediamenti, strade riservate ai coloni, confische di terreni, restrizione alla libertà di movimento per i palestinesi, hanno di fatto ridotto il distretto di Betlemme a circa il 13% della sua estensione originale.
I proprietari di terra più colpiti, è stato detto all’incontro, sono i palestinesi cristiani e le Chiese di varie denominazioni. A tale riguardo Erekat si è augurato una protesta della Chiesa. Ad essere minacciata, adesso, è una delle ultime aree verdi del distretto di Betlemme, la zona di Cremisan. Israele ha annunciato che separerà questa area dal resto di Beit Jala, di fatto annettendola con la costruzione del muro di separazione. Un piano che colpirà “in modo devastante 58 famiglie palestinesi cristiane che non potranno così più accedere alla loro terra”. A Cremisan operano anche due comunità salesiane, una maschile impegnate in attività vinicola, ed una femminile che gestisce una scuola con 300 bambini. Con il muro verranno separate: in territorio israeliano resteranno i salesiani, in quello palestinese le suore che lamentano il fatto che i loro piccoli alunni non potranno più frequentare la scuola con regolarità dal momento che con il muro verrà creato anche un check point militare. Contrari al muro, insieme ai salesiani, anche i fedeli della parrocchia di Beit Jala che, come forma di protesta non violenta, ogni settimana celebrano una messa tra gli olivi. (Sir)
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Una rosa nello stato di cemento
Pubblicato da jamaljad su 04/01/2012
I piani di pace per il governo israeliano sono nuovi muri e nuovi insediamenti illegali in tutta la palestina occupata mentre all’interno della società israeliana l’aria dell’integralismo religioso soffia forte sia contro i civili palestinesi che gli stessi israeliani .
Tanya Rosenbilt, Una donna israeliana considerata uno dei simboli dello scontro fra laici e integralisti ebrei in Israele perché rifiuta di obbedire gli integralisti religiosi. giorni fa era salita a bordo di un autobus pubblico e si è seduta vicino l’autista .Un integralista ebreo ha però preteso che si sedesse nel fondo del bus come tutte le altre donne per mantenere la separazione fra uomini e donne. Poi il uomo ha aperto la porta dell’autobus bloccandolo per mezz’ora, Il conducente allora ha chiamato la polizia. La vicenda ha avuto molto eco in Israele.
La rosa di Israele o come ormai viene chiamata ” Rosa Parks Israeliana ” ha ricevuto diversi minacce di morte da parte degli stessi integralisti ebrei che seminano terrore armati e protetti dall’esercito israeliano in tutta la palestina occupata.
Per anni la popolazione palestinese subisce questo terrorismo in vari modi e a tutte l’ore, alberi sradicati, moschee e terreni bruciate con tutto il raccolto che é per un contadino palestinese è vita . Il tutto succede davanti agli occhi della comunità internazionale e in specifico quella europea che è chiamata a prender delle misure serie contro questi coloni che fanno turismo indisturbato in Europa
Israele è l’unico stato democratico nel medio oriente secondo Gianfranco fini, il presidente della camera. come lui ci sono purtroppo , parlamentari della repubblica italiana che vanno oltre questa ridicola affermazione; alcuni parlamentari hanno lasciato i loro impegni e doveri per andare in America a guidare una campagna anti il riconoscimento dello stato palestinese all’onu , ovviamente a spese. del popolo italiano.
in più ce anche il primo cittadino di Roma che va a visitare il soldato shalit a casa sua e invitarlo a Roma .
Ma la verità è un’altra e noi palestinesi sappiamo bene che questo stato democratico non è altro che uno stato di integralisti e di cemento, ovvio che ci sono tante rose tra gli israeliani ma, rimane il desiderio che la speranza della Rosa Parks che nel 1955 ha dato inizio alla caduta dell’apartheid in Sudafrica da inizio a far cadere questo cemento
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Buon Natale a tutti
Pubblicato da jamaljad su 21/12/2011
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La Palestina
Pubblicato da jamaljad su 19/12/2011
La palestina
Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, oggi il 19 .12 c2011,a stragrande maggioranza un progetto di risoluzione intitolato ‘il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione’, con 182 Paesi che hanno voto a favore di questo diritto sacrosanto.
L’Ambasciatore della Palestina presso le Nazioni Unite a New York, Riyad Mansour, ha detto in un comunicato che, ‘Il numero di paesi che hanno votato a favore della risoluzione costituisce un record nel sostegno del diritto dei palestinesi all’auto-determinazione, arriviamo ad esso per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite’.
La risoluzione riafferma il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, compreso il diritto di avere il suo Stato indipendente di Palestina, ed esorta tutti gli Stati, agenzie specializzate e istituzioni del sistema delle Nazioni Unite di continuare a sostenere il popolo palestinese e aiutare a ottenere il diritto all’autodeterminazione nel più breve tempo. Secondo la risoluzione, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite vede l’urgenza di riprendere i negoziati per il processo di pace in Medio Oriente,.
È interessante notare che sette paesi opposti alla risoluzione, sono: Israele, Stati Uniti, Canada, Palau, Micronesia, Isole Marshall, Nauru, mentre si sono astenuti dal voto sono: Camerun, Tonga, Sud Sudan.
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La storia siamo noi
Pubblicato da jamaljad su 13/12/2011
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viva la Palestina
Pubblicato da jamaljad su 13/12/2011
(ASCA-AFP) – Parigi, 13 dic – L’ammissione della Palestina all’UNESCO rappresenta un primo fondamentale riconoscimento verso altri traguardi. Lo ha detto il presidente dell’Autorita’ palestinese, Mahhmud Abbas, intervenendo a Parigi alla cerimonia per l’installazione della bandiera palestinese sopra la sede dell’agenzia dell’ONU. ”E’ commovente vedere la nostra bandiera innalzata presso l’Unesco. Spero che questo sara’ di augurio per l’ammissione della Palestina presso altre organizzazioni internazionali”, ha detto Abbas. ”La nostra ammissione e’ fonte di orgoglio”.
Alla cerimonia ha partecipato anche la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, che ha espresso la sua speranza per un ulteriore passo verso la pace con Israele: ”Una soluzione con due stati che vivono in pace e sicurezza e’ attesa da molto tempo’.
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Un articolo in una frase
Pubblicato da jamaljad su 22/11/2011
“”"”Non siete uno stato, ma siete certamente un popolo che ha un’identità forte e precisa, siete una comunità che si è cementata nel dolore. Dovete sentirvi privilegiati perché rappresentate chi ha lottato ed è caduto per la causa palestinese.”"”"
Gianfranco fini alla squadra palestinese di calcio il 22.11.2011 .
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I coloni sono criminali che fanno la vacanza in Europa
Pubblicato da jamaljad su 12/11/2011
http://video.repubblica.it/mondo-solidale/la-scuola-fatta-con-pneumatici-minacciata-dai-coloni/80536?video
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Dopo gli applausi a suo onore all’ONU arafat è un leader mondiale
Pubblicato da jamaljad su 11/11/2011
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